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Opel: non sorprende la rinuncia della Fiat – Wall Street Italia
(ANSA) – BERLINO, 29 MAG – ”Non sorprende la rinuncia della Fiat”: ha detto il vice portavoce del governo tedesco, Thomas Steg.
”Torino non e’ definitivamente fuori dalla gara per l’acquisto della Opel”, ha precisato:”Tutto dipende dalle trattative tra Magna e Gm e il governo Usa.
Eravamo d’accordo che oggi si discutessero i risultati delle trattative tra i possibili investitori e gli interlocutori Usa.Fiat non deve presentare novita’ e non sorprende che rinunci all’incontro”.
Fonte:
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=737683
Basta passare davanti al Parlamento di Westminster e osservare le statue più vicine: Riccardo I, detto Cuor di Leone (il coraggioso re delle crociate, che rischia tutto per portare la civiltà cristiana in luoghi oscuri), ma sopratutto Oliver Cromwell, il dittatore puritano, che chiuse i teatri londinesi e fece decapitare il re stuardo Carlo I, pur di restaurare un senso di giustizia etica della cosa pubblica.
Quello che sta succedendo in Inghilterra (e non tanto in Scozia né in Galles: un aspetto storico non senza significato politico) in queste settimane, l’ondata di indignazione popolare contro ‘la corruzione parlamentare’, in seguito alla pubblicazione a puntate (e siamo alla ventiduesima) sul Daily Telegraph dei segreti tenuti nascosti per anni sul sistema decisamente allegro, delle spese per ognuno dei 642 deputati (dei 700 pari della Camera dei Lord), che ha creato uno straordinario clima nazionale vicino all’isterismo, non sta giovando alla parte politica che normalmente si identifica meglio con l’idea del rigore etico, cioè la sinistra.
Per un secolo, buona parte della reputazione della sinistra britannica si era fondata sull convinzione – non circoscritta soltanto al proprio bacino elettorale, ma anche in quello che non l’avrebbe mai votata – di un livello superiore di integrità personale: più il rigoroso Oliver Cromwell, più l’astemia Bessie Braddock, e meno Carlo II con le sue cortigiane a teatro, meno Winston Churchill con la bottiglia di brandy in mano.
La pubblicazione di alcuni degli atti giuridici riguardanti il caso (che erano rimasti riservati) ha rivelato che il pugnace proletario Martin aveva usato tutte le sue forze per bloccare la pubblicazione delle spese dei suoi colleghi parlamentari; e che quando è stato messo in discussione alla Camera da alcuni deputati (laburisti, tory e libdem) li ha insultati – un oltraggio in un Parlamento dove lo speaker rappresenta la migliore tradizione del fairplay e della neutralità.
Fonte:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/2527
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(AGM-DS) – Milano, 31 maggio – A 36 anni cala il sipario sull’avventura calcistica di Pavel Nedved: “Grazie a tutti, ma era ora di smettere di correre”.
Con la serenità e la pace interiore dei grandi che chiudono un’epopea.
La consapevolezza di lasciarsi alle spalle una carriera sfolgorante e pluridecorata, costellata da apoteosi e trofei di ogni genere.
Alla fine, Nedved ha deciso di imboccare il viale del tramonto, sposando la strada del basta così, come ha dichiarato oggi ai microfoni di Sky.
Fonte:
http://www.datasport.it/leggi.aspx?id=5656845
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L’ultimo atto della Bundesliga vede il primo trionfo nella storia per la squadra di Barzagli e Zaccardo, con un 5-1 sul Werder Brema che si è prestato senza grosse resistenze al ruolo di sparring partner senza più obiettivi da inseguire.
Toni e il suo Bayern Monaco devono lasciare il Meisterschale, il piatto d’argento che rappresenta lo “scudetto” tedesco.
Un trionfo che però porta la firma soprattutto dei due bomber dei verdi di Magath: Grafite e DzekoWols, rispettivamente 28 e 26 gol.
Al 26′ del primo tempo infatti il Wolfsburg era già avanti per 3-0, e nulla ha cambiato per il Werder l’ultimo gol in Bundesliga di Diego, pronto a sbarcare alla Juventus.
Fonte:
http://www.basketnet.it/news/107061/wolfsburg_campione_della_bundesliga_per_la_prima_volta_nella_sua_storia
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RIO DE JANEIRO – Esiste una sola città al mondo dove nell’arco di una giornata si può spendere una fortuna in un ristorante, sfasciare un’auto a 120 all’ora sul lungomare, andare a trovare una vecchia zia che vive in un tugurio, bere due casse di birra con gli amici narcotrafficanti lì a fianco, e in nottata organizzare un’orgia con otto ragazze e un trans che di solito sfila sulle passerelle d’alta moda: tutti allegramente sorvegliati da gorilla per tener lontani i curiosi.
Quelle che tentano di fregarti nel motel, facendo evaporare i preservativi all’ora x: non si sa mai che spunti una sorpresa in grado di sistemarti per la vita.
Alla sua morte, avvenuta infine cinque anni fa, si fa risalire l’inizio di tutti i problemi di Adriano, le lunghe depressioni, affogate nella birra, nella nottate in discoteca a Milano (che a Rio poi definisce mortalmente noiose), la voglia di tornare in favela a scherzare con gli amici.
Dove lo aspettano sempre Jadir, il gestore del chiosco a lato del campetto in polvere di Vila Cruzeiro, oppure Mauricio detto l’archivista, perché conserva tutti i ritagli dell’idolo, fino ad altri coetanei che nel frattempo hanno risalito la scala del comando con altri mezzi che non fossero i piedi.
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Roma – Difficile non tirare in ballo Shakespeare. Infatti, a un certo punto, un personaggio scandisce sornione: «Guardati dalla gelosia, mio signore, è un mostro dagli occhi verdi che si prende gioco della carne di cui si nutre». Nella fattispecie a scatenare l’ossessione è Laura Chiatti: felini occhi verdi su un corpo scattante e sensuale che la cinepresa illumina senza nascondere nulla.
Mancano due settimane all’uscita de Il caso dell’infedele Klara e la gelosia tiene banco un po’ dappertutto. Propedeutici dibattiti tra il colto e il divertito (il primo dei quattro «Jealousy Days» ieri a Roma, seguiranno Milano, Torino, Palermo e Napoli), suggestioni musicali e letterarie, enigmi e indovinelli by Bartezzaghi sul sito dedicato al film, più tutto un corredo di curiosità attorno a quello che Spinoza definì «l’unico sentimento umano che non trova mai soluzione».
Reduce da un insidioso attacco allergico, Roberto Faenza, classe 1943, ha ritrovato il buon umore, se non fosse per quel trailer non autorizzato, punteggiato di nudi, apparso a sorpresa su Repubblica.it. «Non so proprio da dove esca», protesta. Qualcuno, nei paraggi, fischietta Jealous Guy di Lennon. Il regista sorride, quasi risponderebbe con Signora Lia di Baglioni.
Interpretato da Claudio Santamaria e Laura Chiatti, più Iain Glen e Kierston Wareing, Il caso dell’infedele Klara è tratto dal romanzo di Michal Viewegh.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335172
Ormai, ne sentivano un po’ tutti l’esigenza. Un aggiornamento era indispensabile. Ha fatto bene Chiara Gamberale a pensarci lei: il canto del cigno di Norberto Bobbio, Destra e sinistra, cominciava ad apparire datato. Senza contare che la schidionata di sconfitte subite dalla sinistra rendeva ancora più urgente approntare nuove mappe delle opposte ideologie. Niente di meglio, allora, che inscenare un ménage à quatre fra due coppie, una di destra (Giulio e Simonetta), l’altra di sinistra (Nina e Bernardo). E poi seguire le loro evoluzioni, dalla caduta del muro di Berlino alla penultima vittoria di Berlusconi. L’ultima, è di pochi giorni fa; e come noto, per colpa di un vecchio decreto di Giustiniano mai revocato, non si possono aggiornare gli aggiornamenti.Mutandine rosse accanto a una copia dell’Unità, cravatta scura a pois accanto a una copia del Giornale: la copertina di Una passione sinistra (Bompiani, pagg. 106, euro 9,50) ha le idee chiare sulle differenze che contano. E la Gamberale? Altrettanto, ma forse è intellettualmente troppo raffinata per badare al sodo. I concetti di uguaglianza, tradizione, libertà e giustizia sociale vengono gentilmente accompagnati alla porta per lasciare spazio a dettagli ritenuti più succosi.Scopriamo così che gli uomini di sinistra prediligono le laureate, che la seconda di reggiseno basta e avanza. Che sono logorroici. Che quando si rivolgono alla compagna – non alla moglie: infatti detestano sposarsi – ricorrono a un repellente baby talk («topolino magico, come stai?»).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330475
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(…) «Già la settimana prossima la giunta approverà lo stanziamento di 250mila euro per i Comuni che vorranno utilizzare associazioni di polizia e carabinieri in congedo per progetti di sicurezza sul territorio come il presidio dei parchi e delle zone a rischio». Ma il presidente della Provincia va oltre: «Pensiamo a una collaborazione con l’associazione provinciale dei carabinieri in congedo per fare delle ronde provinciali da affiancare alla polizia provinciale».Apriti cielo. Attacca Giuseppe Foglia, capogruppo Sd: «Mentre l’Italia civile e democratica si ribella e organizza manifestazioni di protesta contro il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi, c’è qualcuno che con sbalorditivo tempismo si mette a disposizione per attuarlo. Caro Penati, non ci siamo. Sinistra democratica non darà mai il proprio assenso a questa delibera». Concetto ribadito da Paolo Matteucci, assessore provinciale ai Trasporti «Questa proposta non mi trova d’accordo… Credo invece che si possa fare molto per la sicurezza dei cittadini: assicurando una certa e severa pena a chi si macchi di crimini odiosi, finanziando i corpi di polizia e attivando interventi sociali in grado di ricucire il tessuto della convivenza civile e diminuire la marginalità da cui nascono i crimini».Non è la prima volta che la sinistra radicale su controverse iniziative di Penati inizia con spavalde avanzate alla francese e conclude con repentine ritirate alla spagnola.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330531
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Sono giorni di apprensione per i 650 lavoratori della Maia Spa, azienda concessionaria dal 1951 delle macchine movimento terra del colosso americano Caterpillar. L’azienda opera nel Centro Sud Italia, dove è presente con ben 12 filiali e in Albania e Malta. Giovedì i lavoratori dell’azienda si sono fermati per una giornata di protesta dinanzi al rischio reale di perdere il posto di lavoro.I 200 lavoratori della sede di Roma sono scesi in strada con striscioni rallentando il traffico sulla via Nomentana, davanti alla direzione generale dell’azienda. Ma in tutte le dodici filiali del gruppo i lavoratori hanno incrociato le braccia per la giornata di sciopero indetta dai sindacati.I guai finanziari della Maia iniziati qualche anno fa, hanno reso necessaria la ricapitalizzazione dell’azienda. La proprietà, a causa delle mancanza di risorse necessarie, ha deciso di mettere in vendita l’azienda. Si è fatta avanti la concessionaria dei prodotti Caterpillar del Centro Nord Italia che ha condizionato l’acquisto ad un’analisi del valore e delle condizioni della Maia. L’esito dell’attività di due diligence, durata ben tre mesi, l’ha però indotta a non rilevare la Maia.Trovare altri acquirenti non è stato facile, anzi si è rilevato impossibile: l’azienda americana Caterpillar ha infatti ostacolato la ricerca di altre aziende interessate alla Maia. L’obiettivo degli americani è infatti privilegiare la trattativa con la concessionaria del Centro Nord per avere un unico interlocutore in Italia.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80197