Archiviato in: some news | Tag: accontentare, confindustria, economia, malata, medicine, pessime
Quella sociale e quella economica sono due emergenze diverse; connesse tra loro, certo, ma diverse. La prima è quella posta dalla crescente quota di popolazione che subisce un arretramento del proprio tenore di vita, che ha difficoltà ad arrivare a fine mese, che non vede alcun punto di riferimento per poter programmare il proprio futuro. La seconda è l’emergenza posta da un sistema produttivo che fatica a tener testa alla concorrenza e, conseguentemente, da una sostanziale stagnazione. La cultura di centro-destra non ha risolto, neppure in via teorica, l’esigenza di affrontare contestualmente queste due emergenze: nell’affrontare una contraddice l’altra, e viceversa. Fermandoci all’esempio più recente di queste contraddizioni – è cosa di questi giorni -, per affrontare l’emergenza sociale si inventa la social card che, al di là del paternalismo caritatevole dello strumento scelto, implica pur sempre risorse da redistribuire a beneficio di una tra le categorie più disagiate. Passano poi pochi giorni e, nel fissare il tasso di inflazione programmato, che costituisce il riferimento da assumere per il rinnovo dei contratti di lavoro, tira fuori quell’1,7% tanto irrealistico da rappresentare una provocazione. Che sia tale non lo dice solo l’esperienza dei milioni di italiani che ogni giorno devono fare la spesa o hanno bisogno di fare benzina o gasolio; né lo dicono i sindacati ed i partiti d’opposizione che potrebbero essere mossi da calcoli pregiudiziali o di partigiana opportunità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76523
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