Archiviato in: eu news | Tag: gaza, giorni, reggere, sembra, spari, striscia, tregua
Da quattro giorni le armi tacciono a Gaza per una tregua fra Israele e Hamas mediate dall’Egitto. Adesso Israele dovrebbe tornare ad aprire gradualmente i valichi per Gaza. Uno sviluppo atteso con ansia nella Striscia da un milione e mezzo di palestinesi: ma che rappresenta un vero incubo per i familiari di Ghilad Shalit, il caporale rapito due anni fa da Hamas. Israele, sostiene la famiglia Shalit, avrebbe dovuto condizionare la riapertura dei valichi alla sua liberazione. Una volta che i dirigenti di Hamas siano riusciti a rimuovere l’isolamento di Gaza, la trattativa per la sua liberazione – temono – sarà ancora più ardua. Amos Gilad, alto funzionario della Difesa israeliana che ha condotto il negoziato che ha portato alla tregua nella Striscia di Gaza, avverte che senza questo accordo raggiunto con Hamas «non ci sono chance di liberare Gilad Shalit», il soldato israeliano rapito due anni fa da gruppi armati della Striscia. Il funzionario ha incontrato Noam Shalit, il padre del soldato che due giorni fa si è rivolto all’Alta corte israeliana chiedendo una sospensione della tregua. I genitori del giovane caporale temono infatti che in questa situazione di calma e con la riapertura dei valichi Gilad Shalit possa essere portato fuori dalla Striscia dai suoi rapitori, allontanando la possibilità di un suo rilascio. E l’Alta corte ha risposto ordinando al governo di non modificare lo status quo alla frontiera tra Gaza e Israele fino a mezzogiorno di lunedì.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76532
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