Al Ravello Festival si è aperta ieri la Settimana della Danza che ospiterà un evento unico nel suo genere: l’esibizione sullo stesso palco delle compagnie di danza fondate dai maestri della «modern», Martha Graham e José Limòn. Le due compagnie, sopravvissute alla scomparsa dei rispettivi fondatori (la Graham nel 1991 e Limòn nel 1972), portano in scena «L’uomo e la donna della modern dance» stasera alle ore 21.45, sul palco del Belvedere di Villa Rufolo, lo stesso che ospiterà fino al 22 luglio le grandi star mondiali della danza. Lo spettacolo gioca sulle diversità di genere e di forme artistiche. Se la compagnia della Graham esplora attraverso la coreografia l’identità femminile, quella di Limòn si dedica all’opposto, al maschile.
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Il secondario italiano, in linea con quello europeo, ha ampliato il rialzo dopo che il presidente della Fed Ben Bernanke ha detto che i mercati e le istituzioni finanziarie restano sotto forte pressione. Il futures a settembre sul decennale Bund di riferimento è salito fino a 112,88, di ben 60 tick. Sull’interbancario il tasso overnight sul mercato e-mid è stato indicato nel finale al 4,22 per cento.
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da RomaItalia razzista? Berlusconi non ci sta. E approfittando del faccia a faccia programmato con Barroso – di cui ha discusso ieri mattina del da farsi dopo la bocciatura irlandese del trattato di Lisbona, ma anche di economia e di Alitalia – tiene a spezzare una lancia in favore del pacchetto sicurezza, specie per quel che riguarda le iniziative sui “rom”, chiedendo al presidente della commissione Ue di farsi sentire anche lui come garante delle intenzioni del nostro paese. «Le impronte? Servono all’identificazione ma anche per mandare i bambini rom a scuola esattamente come i nostri!» tiene a rimarcare il premier.Tutto nasce quando, dopo le dichiarazioni di circostanza della «piena intesa» tra Roma e Bruxelles, vien chiesto a Barroso cosa pensi del decreto all’esame delle Camere che ha trovato l’ostilità dell’Europarlamento. Il politico portoghese sostiene che gli sembra che tra Maroni e il commissario alla Giustizia francese Barrot si stia lavorando con profitto e annota compunto come il problema di coniugare diritti e sicurezza sia tema caldo in molti paesi, non solo nel nostro. È a questo punto che il premier italiano chiede di dir la sua sul tema. Notando che «occorre fare chiarezza» invece che perseguire una «autoflagellazione» che finisce per «dare una immagine sbagliata» di quanto è all’esame del Parlamento. «Noi – dice Berlusconi – siamo per la politica dell’immigrazione e dell’accoglienza.
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Il «divorzio» dagli Ulivisti di Arturo Parisi non le ha fiaccato lo spirito. Anzi, per certi versi, l’ha acuito. E così Rosy Bindi, nella riunione della direzione del Pd di ieri, a proposito del proliferare di correnti mascherate da fondazioni, fedele alla sua nomea di pasionaria, è sbottata caustica: «A questo punto perché non facciamo un coordinatore delle fondazioni? Sarebbe l’uomo più potente del partito… ». Una battuta al vetriolo. Provocatoria, certo. Velenosa e polemica quanto basta, vista la situazione del partito. Del resto la Bindi non è mai stata tenera con quello che nel disfacimento del Pd post tonfo elettorale è diventato un virus: la corsa alla costituzione di associazioni e fondazioni varie. Tra le uscite più dure che la storia recente ricordi quella contro la creatura di Massimo D’Alema, Italianieuropei, bollata di «opacità» di obiettivi.
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È stata la denuncia di una ragazza uruguayana, costretta a prostituirsi in strada, a dare l’impulso decisivo alle indagini della sezione criminalità straniera della squadra mobile che hanno portato in carcere 12 persone. La giovane, portata in Italia con la promessa di un lavoro come cameriera, lo scorso ottobre si è ribellata all’organizzazione che sfruttava una ventina di sudamericane, facendole prostituire in zona Lambrate per investire i proventi nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
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Archiviato in: my news | Tag: all, aperto, castello, della, diventa, lirica, tempio
Ritorna l’appuntamento con la lirica al Castello sforzesco. La rassegna di opere si svolgerà nel cortile della Rocchetta, luogo particolarmente felice per l’acustica e per l’atmosfera di suggestiva intimità. A volere il rilancio del programma lirico «sforzesco» è l’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Identità Massimiliano Orsatti, che ha sottolineato la forte presenza di turisti agli appuntamenti in calendario. «Ben 450 visitatori – ha detto – hanno acquistato pacchetti turistici comprensivi di biglietto teatrale. Un numero significativo, tanto da far pensare, per le prossime edizioni, a una serata interamente dedicata proprio a loro». E già si parla di trasferire la manifestazione nel più ampio Cortile delle Armi, per quadruplicare la capienza complessiva. Il sipario si aprirà il 18 luglio su «Tosca» di Giacomo Puccini (ma è già tutto esaurito), in replica il 19 e il 20. Nel weekend successivo (25, 26, 27 luglio) andrà in scena «La Traviata» di Verdi, mentre l’1, 2 e 3 agosto sarà la volta di «Rigoletto». A questi tre classici dell’opera italiana si aggiungeranno tre concerti dedicati alle più famose arie della lirica e dell’operetta: «Lirica sotto le stelle», il 21 luglio, sotto la direzione artistica di Emiko Kubota, fondatrice dell’Associazione Internazionale Lirico Concertistica; «Gran Galà dell’Operetta», in programma il 28; «Eroine Pucciniane» (4 agosto), una selezione di romanze in omaggio al maestro lucchese per i 150 anni dalla nascita.
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Archiviato in: some news | Tag: aveva, carlo, felice, freddo, pativa, pubblico, quando, successo
«Impossibile prevedere il futuro di un teatro ferito e amareggiato, attanagliato da una perenne crisi finanziaria con pesanti ricadute sulla programmazione artistica, con un preoccupante irrigidimento e allontanamento del pubblico e con la minacciosa “spada di Damocle” della chiusura definitiva…». Questo scriveva su il Giornale Barbara Catellani il 18 giugno scorso a proposito del Teatro Carlo Felice. E da queste considerazioni oggettive ho preso spunto per rammentare di un episodio remoto – ma alquanto significativo – in cui, assieme a altri ragazzi della mia età (siamo nel 1951) prendemmo parte ad una rappresentazione teatrale, che venne allestita, proprio, al Carlo Felice. Selezionati tra molti, forse, per la spigliatezza o per la poca timidezza, alla fine, rimanemmo un centinaio tra maschi e femmine dagli otto ai dodici anni. Così, di fretta, diventammo attori di un testo scritto da Gianni Rodari: «Stanotte non dorme il cortile», diretto dal regista Marcello Sartarelli.Sarebbe stato uno spettacolo – rispetto ai precedenti di questo tipo, del cosiddetto «Teatro di Massa» – per l’originalità, tale da fare muovere più di 150 individui, tra giovani e adulti. Aldo Sciaccaluga, dirigente del Teatro Cattolico di Genova, per l’occasione, ebbe modo di affermare: «… tutti gli amatori del teatro dovrebbero sentire il dovere di partecipare a questa forma nuova di concepire il Teatro di massa, in cui si scorge uno spirito di umanità cristiana.
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Archiviato in: Uncategorized | Tag: arte, benessere, fra, idee, sfiziose, tavola
No al turismo per caso, quello usa e getta, quello che scarica orde di gente nelle piazze, nelle vie e nei musei. La Regione Veneto -per bocca dell’assessore nonché Vicepresidente Franco Manzato- ha dettato gli obiettivi per lo sviluppo turistico dei prossimi anni, e tra questi c’è il potenziamento dell’offerta culturale, artistica ed enogastronomica. Che non deve prescindere dalla difesa della qualità e dell’accoglienza, dalla tutela del patrimonio e dal controllo dei flussi turistici. Il primato del Veneto, che ha raggiunto i 61 milioni e mezzo di presenze e ha chiuso il 2007 con una crescita dei pernottamenti vicina al 4%, deve rafforzarsi nel rispetto della compatibilità ambientale e sociale. Proprio per questo – a fianco dei consueti pacchetti proposti dalle singole strutture ricettive e quelli classici delle città d’arte – il Veneto lancia proposte «sfiziose» dei Consorzi di promozione turistica, che mettono online le novità. Il Consorzio «Lago di Garda è» propone, ad esempio, 7 percorsi bike, tra cui quello «dell’uva», 20 km di strada panoramica che si dipana nel dolce paesaggio morenico del primo entroterra gardesano, dove le pendici scoscese del Monte Baldo lasciano il posto al territorio coltivato. Oppure un viaggio nella terra del Bardolino, contraddistinta dai numerosi punti vendita di prodotti locali, da osterie, trattorie e locande dove riscoprire una cucina povera ma genuina (www.lagodigarda-e.it; tel.
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Airuno (Lecco) – L’anticamera del cielo, quel Cielo che accoglierà presto Eluana, ha un colore giallo pastello.
Gli infermieri, una trentina tra volontari e professionali, camminano in punta di piedi. Entrano nelle camere dispensando la soavità di gesti rapidi ed esperti. Sussurrano le parole di quel conforto che somiglia più all’amicizia e non alla stucchevole pietà, che ha radici nel vuoto. Una famigliola che abbassa gli occhi quando incrocia i miei, e tre giovani, più in là. In disparte. Gli amici degli amici, quelli del bar La Pergola, di Airuno, che stanno lì, con le mani in mano, nella saletta antistante una delle dodici stanze. A snocciolare il rosario delle domande intime che ci si pongono quando la vita, la vita di una persona cui si vuol bene, come al ragazzo che giocava a pallone con loro, diventa all’improvviso solo qualcosa di immobile. Lì, su un letto. In attesa di venir traghettata dall’altra parte. Hospice «il Nespolo»: quello che sarà l’ultimo domicilio di Eluana. Senza più fermate intermedie. Né polemiche. Né corsi e ricorsi.
Il grigio cancello elettrico che si schiude solo al passaggio delle ambulanze. Il portone a volta, di un bel legno vero. Sul citofono quattro opzioni per una stessa scelta che galleggia nell’angoscia: reception, sala infermieri, studio medico, uffici. Ci sono i gerani rossi alle finestre e, tutt’intorno, la leggerezza contagiosa di un silenzio ovattato.
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