Archiviato in: top news | Tag: balli, canti, chiude, cinema, festa, rondi, veltroni
Roma – Non si può dire che Gian Luigi Rondi, il decano della critica chiamato dal sindaco Alemanno a pilotare la fondazione Cinema per Roma al posto di Goffredo Bettini, abbia perso tempo. Pugno di ferro in guanto di velluto? Giudicate voi. Prima notizia: la Festa del cinema, giunta alla sua terza edizione (22-31 ottobre), cambia nome. D’ora in poi si chiamerà Festival internazionale del film di Roma. Simbolicamente un passaggio cruciale, visto che proprio sul concetto di festa, contrapposto a quello di festival, Veltroni avevano edificato l’identità politico-culturale della kermesse. Basterebbe rileggere ciò che l’allora sindaco scriveva sul catalogo 2007: «Fin dall’inizio abbiamo seguito l’idea di creare non un classico festival per soli critici e addetti ai lavori, ma qualcosa che fosse un atto d’amore nei confronti del cinema». L’atto d’amore resta, ma la Festa va in soffitta.
Dal palco della Sala Sinopoli, sotto la gigantografia rossa con la nuova intestazione, l’87enne Rondi scandisce: «Modificato il nome, ho pensato all’identità della manifestazione. Sapete, il mio amico René Clair teorizzava: è facile fare un film che piace alla critica, facile farne uno che piace al pubblico, ma è difficile ottenere un film che piace sia alla critica sia al pubblico». E dunque? «Schematizzando un po’, faremo un festival che si occuperà molto di spettacolo cinematografico».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275514
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