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Il Carlo Felice aveva più successo quando il pubblico pativa il freddo
Luglio 16, 2008, 8:39 pm
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«Impossibile prevedere il futuro di un teatro ferito e amareggiato, attanagliato da una perenne crisi finanziaria con pesanti ricadute sulla programmazione artistica, con un preoccupante irrigidimento e allontanamento del pubblico e con la minacciosa “spada di Damocle” della chiusura definitiva…». Questo scriveva su il Giornale Barbara Catellani il 18 giugno scorso a proposito del Teatro Carlo Felice. E da queste considerazioni oggettive ho preso spunto per rammentare di un episodio remoto – ma alquanto significativo – in cui, assieme a altri ragazzi della mia età (siamo nel 1951) prendemmo parte ad una rappresentazione teatrale, che venne allestita, proprio, al Carlo Felice. Selezionati tra molti, forse, per la spigliatezza o per la poca timidezza, alla fine, rimanemmo un centinaio tra maschi e femmine dagli otto ai dodici anni. Così, di fretta, diventammo attori di un testo scritto da Gianni Rodari: «Stanotte non dorme il cortile», diretto dal regista Marcello Sartarelli.Sarebbe stato uno spettacolo – rispetto ai precedenti di questo tipo, del cosiddetto «Teatro di Massa» – per l’originalità, tale da fare muovere più di 150 individui, tra giovani e adulti. Aldo Sciaccaluga, dirigente del Teatro Cattolico di Genova, per l’occasione, ebbe modo di affermare: «… tutti gli amatori del teatro dovrebbero sentire il dovere di partecipare a questa forma nuova di concepire il Teatro di massa, in cui si scorge uno spirito di umanità cristiana.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276536


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