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Picchetti alla Tata. Per il secondo giorno consecutivo la fabbrica di Singur dove si sta producendo la mini car Nano, rimarrà chiusa. La protesta nasce dai contadini che si sono visti espropriare i terreni per la costruzione dello stabilimento del colosso automobilistico indiano. Il clima caldo – culminato nel sequestro di un autobus carico di operai – ha fatto decidere ai dirigenti di sospendere la produzione. L’intero staff di 3600 addetti è stato scortato dalla polizia fuori dalla fabbrica che è picchettata da una settimana dalla «pasionaria» dei contadini, Mamata Banerjee.Per realizzare la fabbrica, le autorità locali avevano espropriato 400 ettari di terra fertile, che però non sono stati utilizzati interamente. I contadini, sostenuti dal partito Trinamool Congress, chiedono perciò la restituzione di 160 ettari espropriati e inutilizzati. La richiesta è stata respinta dal primo ministro del Bengala Occidentale, il comunista Buddadebh Battacharjee, detto il «Buddha rosso» e che è un convinto sostenitore dell’industrializzazione dello stato di Calcutta. Il patron di Tata, dal canto suo, ha minacciato di cambiare sede allo stabilimento, che è costato 375 milioni di dollari, se non si metterà fine alle proteste.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78505
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