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Adriano: «Non torno più. Ho perso la gioia di giocare»
Aprile 13, 2009, 12:20 pm
Archiviato in: free news

RIO DE JANEIRO – Esiste una sola città al mondo dove nel­l’arco di una giornata si può spen­dere una fortuna in un ristoran­te, sfasciare un’auto a 120 all’ora sul lungomare, andare a trovare una vecchia zia che vive in un tu­gurio, bere due casse di birra con gli amici narcotrafficanti lì a fian­co, e in nottata organizzare un’or­gia con otto ragazze e un trans che di solito sfila sulle passerelle d’alta moda: tutti allegramente sorvegliati da gorilla per tener lontani i curiosi.

Quelle che tentano di fregarti nel motel, facendo evaporare i pre­servativi all’ora x: non si sa mai che spunti una sorpresa in grado di sistemarti per la vita.

Alla sua morte, avvenuta infine cin­que anni fa, si fa risalire l’inizio di tutti i problemi di Adriano, le lun­ghe depressioni, affogate nella birra, nella nottate in discoteca a Milano (che a Rio poi definisce mortalmente noiose), la voglia di tornare in favela a scherzare con gli amici.

Dove lo aspettano sempre Jadir, il gestore del chiosco a lato del campetto in polvere di Vila Cruzei­ro, oppure Mauricio det­to l’archivista, perché conserva tutti i rita­gli dell’idolo, fino ad altri coetanei che nel frattempo hanno risalito la scala del comando con altri mezzi che non fossero i piedi.

fonte….


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