Accomoda’s Weblog


India, picchetti alla Tata Chiuso da due giorni lo stabilimento – Economia
Agosto 31, 2008, 5:54 pm
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Picchetti alla Tata. Per il secondo giorno consecutivo la fabbrica di Singur dove si sta producendo la mini car Nano, rimarrà chiusa. La protesta nasce dai contadini che si sono visti espropriare i terreni per la costruzione dello stabilimento del colosso automobilistico indiano. Il clima caldo – culminato nel sequestro di un autobus carico di operai – ha fatto decidere ai dirigenti di sospendere la produzione. L’intero staff di 3600 addetti è stato scortato dalla polizia fuori dalla fabbrica che è picchettata da una settimana dalla «pasionaria» dei contadini, Mamata Banerjee.Per realizzare la fabbrica, le autorità locali avevano espropriato 400 ettari di terra fertile, che però non sono stati utilizzati interamente. I contadini, sostenuti dal partito Trinamool Congress, chiedono perciò la restituzione di 160 ettari espropriati e inutilizzati. La richiesta è stata respinta dal primo ministro del Bengala Occidentale, il comunista Buddadebh Battacharjee, detto il «Buddha rosso» e che è un convinto sostenitore dell’industrializzazione dello stato di Calcutta. Il patron di Tata, dal canto suo, ha minacciato di cambiare sede allo stabilimento, che è costato 375 milioni di dollari, se non si metterà fine alle proteste.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78505



Controllore aggredito alla fermata Bologna
Luglio 12, 2008, 3:14 pm
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Un operatore della Met.Ro. è stato aggredito ieri alla fermata Bologna della metropolitana. Un episodio che ha allarmato l’assessore comunale alla Mobilità sergio Marchi, che oltre a esprimere la solidarietà al lavoratore, ha annunciato che convocherà al più presto i vertici della società. «Quello della sicurezza del personale viaggiante – ha detto Marchi – è un grave problema. Chiederemo a tutte le aziende del trasporto pubblico locale il massimo sforzo per impedire che si verifichino ancora simili incidenti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275602



Morirono in quattro, l’azienda chiede i danni
Giugno 30, 2008, 5:15 pm
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Era sabato e avevano fretta. Sono morti, la colpa è la loro. Morirono in quattro, due anni, fa alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. E ora, l’azienda chiede ai familiari delle vittime di risarcire i danni: a uccidere, sostengono, non fu la mancata sicurezza della ditta, ma un errore dei lavoratori.I titolari della Umbria Olii, da subito indagati per l’omicidio, vogliono 35 milioni di euro. La richiesta è stata formalmente avanzata presso la Procura di Spoleto ed è firmata direttamente da Giorgio Del Papa, amministratore delegato della società. Dopo l’incidente, Del Papa era stato accusato di «disastro colposo con l’aggravante della “colpa con previsione dell’evento”, violazione delle norme sulla sicurezza (tra cui l’omissione dolosa dei mezzi di prevenzione) e omicidio colposo plurimo». In sostanza, l’accusa sostiene che i vertici dell’azienda sapevano che nei silos c’era del gas che avrebbe potuto esplodere da un momento all’altro. Per questo, sostiene Del Papa, la colpa dell’incidente non è dell’azienda che sapeva del gas e non ha avvertito nessuno, ma degli operai che l’hanno fatto esplodere usando la fiamma ossidrica: «La causa dell’esplosione e quindi dell’evento mortale e di tutti gli altri danni che ne sono derivati – si legge nella richiesta di risarcimento danni – ad altro non possa essere ascritta se non, da un lato, al fatto che l’impresa appaltatrice e i suoi dipendenti non hanno rispettato le modalità esecutive preventivamente concordate e, dall’altro, al fatto che l’impresa appaltatrice e i suoi dipendenti, nonostante non fosse stato concordato, per risparmiare tempo ed entità di lavoro, hanno fatto ricorso all’uso della saldatrice».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76724



«Impronte? Ma no, faremo solo foto segnaletiche ai bimbi rom»
Giugno 30, 2008, 5:13 pm
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bambini zingari internati«Siamo indignati dal fatto che un’etnia venga presa sotto tiro, soprattutto a partire dai bambini». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, stigmatizza la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per la creazione di una banca dati con le impronte digitali dei Rom. «Idea – aggiunge la Piccinini – peraltro bocciata oggi dall’Unione europea». «È una schedatura etnica non degna di nessun paese civile – continua la sindacalista – tanto basta che le segnalazioni di etnie sono avvenute sempre e solo dove ci sono stati dei regimi totalitari: non a caso anche le persecuzioni del nazifascismo cominciarono proprio dalla schedatura dei bambini ebrei». «Ancora una volta – aggiunge la sindacalista – invece di investire sui diritti dei bambini si interviene con reprimende». «Chiediamo pertanto al governo e al ministro – conclude – di rientrare nell’Europa libera e democratica ritirando i provvedimenti annunciati». «La proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali a tutti i bambini rom nel nostro paese è una espressione di governo odiosa e intollerabile, carica di pregiudizi e dettata da incultura -afferma Luciana Sbarbati – capogruppo nella commissione bicamerale infanzia del Pd. In nessun paese civile esistono simili iniziative anche se le condizioni della sicurezza sono più precarie. Non pensa il Premier che tutto ciò cozza contro la sua sedicente proclamata cultura liberaldemocratica? – continua Sbarbati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76664